Le console nelle famiglie italiane

g.r. – Un mio editoriale su “Famiglia cristiana” è stato ripreso qui nel blog di Fulvio Scaglione, vicedirettore del settimanale. Parla della diffusione dei videogiochi tra le famiglie italiane.

Family game, la famiglia e i mondi virtuali

g.r. – Incontro organizzato a Firenze dall’Accademia dei ponti su “Family game, la famiglia tra videogiochi e mondi virtuali“. Si svolge sabato 7 mattina  dalle 10:00 alle 12:00 presso il centro di Arte e Cultura in P.zza S. Giovanni 7 (P.zza Duomo).

I videogiochi non sono un parcheggio per bebè

g.r. – Un post su Family Game. Si parla tra l’altro dei giochi “Rayman” e “L.A. Noir”.

Fogli: videogiochi e violenza, ancora Osè

g.r. – Due nuovi articoli su Fogli, qui. Si parla di una tragedia familiare determinata da un videogioco e, ancora, della sconcertante vicenda di Osè: che fai ci provi?

The Sims, il bene & il male

Mica detto che i Sim siano un gioco così innocuo e per tutti: ecco una recensione.

Usare internet in famiglia con l’aiuto di Vodafone

s.g.- Ha debuttato in questi giorni il sito infamiglia.vodafone.it che si propone di offrire ai genitori una guida per conoscere e utilizzare Internet e i nuovi media. Diviso in cinque aree: social networks, motori di ricerca, cellulari, musica foto e video, videogiochi, il sito offre consigli pratici e considerazioni più ampie sul rapporto fra giovani e new media. Secondo una ricerca di Vodafone in collaborazione con Terres des Hommes soltanto il 18% dei genitori di giovani fra gli 8 e i 13 anni si sentono adeguati a guidare i propri figli nell’uso dei media digitali.

Osè che fai ci provi? Altro che ragazzini

g.r. – è in commercio, con grande spolvero, un gioco che in italiano suona “Osè che fai ci provi?”, edito da Ubisoft. Il titolo originale suona “We Dare”. Si può usare con la Wii o con la Playstation 3.

Sulla confezione c’è scritto “da 12 anni in su” ma occorre molta cautela. Ne ho parlato ampiamente nel mio blog Family game su Famiglia cristiana, qui.

Bambini, tv e violenza

g.r. – Avvenire mi ha intervistato ieri sull’effetto che sui bambini si produce col bombardamento di immagini e parole relative a omicidi efferati come quello di Yara. Come essere su un “teatro di guerra”. Qui il testo dell’intervista.

Nuove puntate della rubrica su Fogli

g.r. – Ho aggiornato la pagina “Non solo videogiochi” con tutti gli articoli apparsi fino a febbraio. Ci sono molti temi e consigli, suggerisco in particolare il magnifico Art academy (articolo di febbraio 2011).

Comunicare su Internet? Più facile e meno imbarazzante

(s.g.) Secondo uno studio pubblicato oggi e svolto all’interno del progetto EU KIds Online della Commissione Europea, quasi la metà dei ragazzi europei fra gli 11 e i 16 anni rivela di trovare molto più facile la comunicazione online rispetto a quella faccia a faccia. Per il 12% le relazioni mediate dal computer sarebbero assolutamente preferibili rispetto a quelle reali. Lo studio, presentato in occasione del Safer Internet Day, che si svolge oggi in vari Paesi europei, ha interpellato 25mila bambini e genitori in 25 nazioni nel corso di due anni, è coordinato da Sonia Livingstone and Kjartan Ólafsson della London School of Economics. L’intero testo del rapporto può essere scaricato dal sito del progetto: www.eukidsonline.net.