Le console nelle famiglie italiane

g.r. – Un mio editoriale su “Famiglia cristiana” è stato ripreso qui nel blog di Fulvio Scaglione, vicedirettore del settimanale. Parla della diffusione dei videogiochi tra le famiglie italiane.

Videogiochi e famiglia

g.r. – AESVI, l’associazione dei produttori di videogiochi, mi ha intervistato sul suo sito. Tema: videogiochi e famiglia. Chi fosse interessato trova qui il testo. Riporto anche qui sotto:

Giuseppe Romano

HOME PAGE

INTERVISTE

8 Luglio 2010

Intervista a Giuseppe Romano – Vicedirettore artistico del Fiuggi Family Festival e Responsabile interattività e videogiochi

Continua a leggere

Videogiochi ed educazione dei giovani

g.r. – “Zenit”, testata online, mi ha intervistato sui videogiochi Il testo è qui. Lo riporto anche sotto per comodità del lettore.

27/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-23002?l=italian

I videogiochi e l’educazione dei giovani

Benefici e limiti delle console verranno discussi al Fiuggi Family Festival


di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 27 giugno 2010 (ZENIT.org).- Le nuove generazioni utilizzano tecnologie (computer, cellulari) e giochi (playstation, console) le cui implicazioni in merito al processo educativo non sono così chiare per genitori e insegnanti.

Nel dibattito sui benefici e sugli eventuali danni che l’uso di queste tecnologie provocherebbe, si va da un estremo all’altro.

Fin dalla prima edizione (2008) il Fiuggi Family Festival, ha organizzato incontri e discussioni sul tema, proponendo anche un concorso e una lista di giochi consigliati.

Considerando l’impatto sociale che l’uso di queste nuove tecnologie sta avendo sulle giovani generazioni, ZENIT ha intervistato Giuseppe Romano, che su questo tema è considerato uno dei maggiori esperti nazionali.

Giuseppe Romano, giornalista, è partner di UniOne, società di consulenza per la comunicazione d’impresa, e vicedirettore artistico del Fiuggi Family Festival. Collabora con Avvenire; è stato caporedattore del Domenicale. Tiene un corso di Lettura e creazione di testi interattivi all’Università Cattolica di Milano.

Da molti anni si occupa di interattività e videogame, convinto che le potenzialità, ben sviluppate, siano molto superiori ai rischi. Tra i suoi libri, La città che non c’è. L’internet, frontiera di uomini (Edizioni Lavoro, 2004). Ha ideato e diretto la versione interattiva su cd-rom del libro di Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza (Mondadori 1997).

I videogiochi, in particolare l’uso delle console come la playstation, sono diffusissimi tra i giovani della nuova generazione, già fin dall’infanzia. Quali i danni di questo utilizzo e quali eventualmente i benefici?

Romano: Danni e benefici vanno conteggiati anzitutto nel contesto dell’equilibrio personale e familiare: se a giocare è un bambino o un adolescente, i familiari devono senz’altro aiutarlo a restare negli opportuni limiti di tempo e di temi, come accade con qualsiasi attività nelle famiglie. Detto questo, credo che i singoli videogiochi vadano giudicati in base alla qualità dei contenuti, come i libri e i film. Indubbiamente esistono giochi violenti, poco educativi o semplicemente brutti; ma non sono tutti e soprattutto non esauriscono le potenzialità di un mezzo di comunicazione e d’intrattenimento che, in definitiva, è appunto un mezzo: sono gli uomini che comunicano, non le macchine, e devono addossarsene la responsabilità.

Giocare è un’attività importante, che non va esercitata solo davanti al video. Tra pc, telefonino e tv trascorriamo troppo tempo davanti allo schermo. Però abolirlo non serve, non si può e non sarebbe un bene. Si può invece praticare e far praticare l’igiene mentale in modo positivo: a volte, in famiglia, vedere la tv o giocare al pc è un ripiego al non aver niente da dirsi o da fare insieme, nessun proposta migliore. Situazione triste, tra persone che si vogliono bene. Continua a leggere

La Cassazione: le modifiche alle console (R4 e compagnia) sono reato

g.r. – Riporto un comunicato di Aesvi, l’associazione di categoria degli editori dei videogiochi, su una decisione della Cassazione che potrebbe essere una pietra miliare. Dovremo riparlare di pirateria ed educazione alla fruizione culturale nell’era digitale.

Ecco:

La Cassazione conferma che modificare le console è reato

L’industria dei videogiochi si dichiara soddisfatta per la decisione della terza sezione penale che conferma l’illiceità dei dispositivi di elusione delle console videoludiche. Per una valutazione complessiva si dovrà attendere il deposito delle motivazioni.

Roma, 12 maggio 2010 – Nella giornata di ieri la terza sezione penale della Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di misure tecnologiche di protezione apposte sui videogiochi, annullando con rinvio la decisione emessa lo scorso gennaio dal Tribunale del Riesame di Firenze, con cui il medesimo Tribunale aveva ritenuto  che  le attività commerciali correlate alla modifica di console per videogiochi e alla vendita di prodotti per l’elusione di misure tecnologiche di protezione non  costituisse reato ai sensi dell’art. 171 ter della legge sul diritto d’autore.
Per valutare la portata della decisione della Corte di Cassazione bisognerà aspettare il deposito delle motivazioni del provvedimento. Tuttavia, si può già affermare che si tratta di una conferma importante circa l’illiceità penale del comportamento di coloro che svolgono commercialmente attività di elusione di misure tecniche di protezione,  sulle scorte della precedente pronuncia della Suprema Corte del 25 maggio 2007, con la quale era appunto stata affermata l’illiceità di dispositivi di elusione e altri strumenti che hanno come scopo la rimozione o l’elusione di misure  tecniche di protezione.
Visto il dispositivo del provvedimento della Suprema Corte, attendiamo con fiducia il deposito delle motivazioni, nelle quali riteniamo verrà ribadito con forza il principio per cui le attività commerciali relative alla modifica di console oppure alla elusione delle misure tecniche di protezione poste sui videogiochi costituisce reato” – ha commentato Gaetano Ruvolo, Presidente AESVI – “A parte l’impatto sul  caso specifico, il provvedimento della Cassazione consente di dare visibilità e censurare il gravissimo problema della pirateria che colpisce in modo sempre maggiore il mercato dei videogiochi e che viene erroneamente considerato come un comportamento accettabile e privo di conseguenze legali”.